Preserva gli aromi e azzera i solfiti del vino: ecco Vinooxygen dell’enologo Andrea Elegir


Cantina Isolabella della Croce di Loazzolo, gioiello dell’astigiano. Vendemmia 2013. Vasca numero 32: Sauvignon Blanc in purezza. Andrea Elegir, l’enologo, annusa e riannusa il nettare. Qualcosa non va. Non è profumato come all’inizio. Eureka. Bisogna evitare che il mosto entri in contatto con l’ossigeno, “bruciando” gli aromi. Nasce così Vinooxygen, la vasca di acciaio Inox da 30 ettolitri che ha rivoluzionato il Sauvignon di Isolabella. Rendendolo più profumato e più sano. Con meno solfiti di un rosso.

Il macchinario, brevettato e commercializzato da Andrea Elegir e dal fratello Luca (ingegnere meccanico), non promette miracoli. Più semplicemente, Vinooxygen consente di portare a termine l’intero processo di vinificazione senza travasi. Tutto avviene nella vasca. Dalla fermentazione alla stabilizzazione, fino all’unica “movimentazione” del vino, necessaria all’imbottigliamento.

“Rispetto al vino della stessa annata, vinificato col metodo tradizionale – precisa Andrea Elegir – si conserva il 30% in più dei profumi. Si dice che su cento aromi classici del Sauvignon, se l’enologo è bravo, riesce a preservarne il 60-65%. Grazie a Vinooxygen si sale al 90% di aromi preservati in bottiglia e, dunque, nel calice”.

“Misurando i composti solforati del Sauvignon Blanc – spiega il winemaker piemontese – si nota come ogni travaso del vino causi una perdita dal 6 all’8% degli aromi. Riducendo al minimo i travasi, si riduce anche la perdita aromatica”.

Senza ossigeno in vinificazione, inoltre, si evita di usare solfiti, se non al momento dell’imbottigliamento. “Andiamo in bottiglia con 60 mg/l – commenta Elegir, analisi alla mano – e la cosa positiva è che, a due anni dall’imbottigliamento, sul Sauvignon della vendemmia 2017, abbiamo riscontrato 54 mg/l di totale e 45 di solforosa libera. Il vino, a distanza di tempo, risulta dunque ancora protetto e fresco“.

Importante anche il riscontro del mercato. Il primo Sauvignon prodotto col metodo Vinooxygen, nel 2016, è stato venduto in quattro mesi. In precedenza, Borgo Isolabella della Croce impiegava un anno per finire le scorte dell’annata: circa 3.500 bottiglie.

“Ci è bastato farlo assaggiare ai clienti in occasione delle ultime edizioni di Vinitaly per venderlo tutto”, chiosa Andrea Elegir. Intanto, il macchinario ideato dall’enologo piemontese ha varcato i confini di Loazzolo.

Sarà presto in commercio il Timorasso 2018 prodotto col metodo Vinooxygen da Gian Paolo Repetto. Consensi anche nelle Marche, dove a utilizzare la speciale vasca è l’Azienda Vitivinicola Socci, per il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore.