Cantina Valtidone: quantità e qualità. Più un pizzico di (eroica) follia


BORGONOVO VAL TIDONE – C’era una volta il Gutturnio da osteria. Brioso e spumeggiante. Da sbicchierare al volo, quasi dalla damigiana. Senza far troppo caso alla qualità. C’era una volta e c’è ancora, nel Piacentino. Ma a Cantina Valtidone la coscienza impone altro: tante bottiglie, tanta qualità.

Una formula non sempre scontata, nell’Italia delle cooperative vitivinicole. Un obiettivo che invece centra in pieno la coop di Borgonovo Val Tidone. Una vera e propria “cantina territorio“, capace di promuovere una viticoltura di precisione, per certi versi eroica.

Il Cda guidato dal presidente Gianpaolo Fornasari, entrato in carica nel 2014, ha dato una sferzata determinante alle sorti della “sociale”. Con il “Progetto 20-20”, il nuovo team, piuttosto giovane e dinamico, punta a una crescita del fatturato fino a 20 milioni di euro. Entro il 2020.

IL NUOVO CORSO
All’appello, secondo i piani del direttore commerciale Mauro Fontana (nella foto, a sinistra), manca un milione e mezzo di euro. Un obiettivo che potrà essere centrato grazie all’ampliamento della platea di conferitori (oggi sono 223) e la disponibilità di nuovi vigneti.

Nell’ultimo quinquennio Valtidone sta ai viticoltori della zona come il miele alle api. Il pagamento riconosciuto per le uve conferite è davvero allettante: attorno ai 70 euro al quintale nel 2017, contro i 39,90 medi dalla precedente gestione. Cifre che le altre cooperative piacentine non riescono a eguagliare.

Oggi la produzione di Cantina Valtidone è di 7 milioni di bottiglie annue, garantite da 1.100 ettari. Ne servono altri per centrare l’obiettivo di 9,5 milioni di “pezzi”, entro il 2020. Ma non sarà un problema.

LA LINEA EROICA “50 VENDEMMIE”
Un quarto della superficie vitata della Val Tidone è già sotto il controllo della cooperativa fondata nel 1966, che punta ancora più in grande dopo le Nozze d’Oro del 2016. Cinquant’anni celebrati dalla nascita dalla linea di vini “50 Vendemmie”, che costituisce uno dei punti più alti della produzione.

Ortrugo frizzante, Malvasia frizzante e ferma e Gutturnio frizzante e fermo ottenuti da vigne di oltre 50 anni, di proprietà di una quindicina di viticoltori associati alla cooperativa. Tutte etichette riservate all’Horeca, ovvero le enoteche e la ristorazione selezionata.

La cosa più semplice sarebbe stata quella di espiantare questi vecchi vigneti in favore di nuovi impianti più produttivi – commenta il direttore commerciale Mauro Fontana – ma abbiamo voluto preservare questo patrimonio storico per produrre una linea di alta qualità”

LA DEGUSTAZIONE
L’assaggio dell’intera linea non lascia spazio ad interpretazioni. Il packaging moderno e accattivante è il biglietto da visita di calici di grande rigore enologico, sul filo conduttore del rispetto del terroir. Si passa dalla garbata aromaticità della Malavasia alla consistente freschezza e mineralità dell’Ortrugo.

Note che connotano anche il rosso principe del Piacentino, il Gutturnio, nelle sue due versioni. Stupisce il frizzante, giocato proprio sulla mineralità, con il frutto rosso tipico di Bonarda e Barbera (che compongono il blend) a fare quasi da “contorno”. Il tutto completato da una gran facilità di beva, senza scadere nella banalità.

Cantina Valtidone si conferma specialista della Denominazione anche grazie al Gutturnio “Bollo Rosso”, il vino rosso dal taglio più internazionale, adatto ad accompagnare formaggi di lunga (e lunghissima) stagionatura, superiore anche ai 100 mesi. Un vino reperibile anche al supermercato, col plus dell’ottimo rapporto qualità prezzo.

Così come figura sugli scaffali della Grande distribuzione l’ottima “Luna di Candia“, altra chicca di casa Valtidone. Si tratta di una Malvasia di Candia passita che, nonostante il residuo zuccherino importante, mantiene una splendida freschezza. Complesso il quadro aromatico, che spazia dai fiori di zagara all’albicocca sciroppata, passando per le percezioni fumé.

Più snello e verticale “Perlage” Vsq Metodo classico Brut base Pinot Nero, vero e proprio vanto dell’enologo Francesco Fissore, emigrato nel piacentino dopo l’esperienza a La Versa. Uno spumante che valorizza ancora una volta il vitigno, come non tutti riescono a fare neppure in Oltrepò pavese, la terra più vocata per il Pinot Nero “con le bollicine”.

Non a caso sono in corso sperimentazioni su affinamenti più lunghi, con l’intento di dar vita a un Pas Dosé entro il prossimo anno. Un’altra scommessa vinta – c’è da scommetterci – quasi in partenza.

IL FUTURO
Ma tra le sfide del futuro c’è anche l’export. Oggi le esportazioni di Cantina Valtidone riguardano soltanto l’1% del fatturato complessivo, suddiviso equamente tra il canale moderno, la DO, e quello tradizionale, l’Horeca (2 i milioni generati dalla sola vendita diretta in cantina).

Mercati internazionali su cui la cooperativa piacentina si affaccia solo con le proprie forze, complice la situazione non proprio rosea del Consorzio di Tutela, da cui Valtidone si è chiamata fuori nel 2014.

“L’Emilia Romagna – evidenzia Mauro Fontana – è nota nel mondo soprattutto per il Lambrusco. Un vino strappato a basso costo dai buyer esteri. Con lo stesso approccio ci viene richiesto il Gutturnio, oltre agli altri vini tipici dei Colli Piacentini”.

La nostra idea, per non cadere nella trappola del prezzo e dei facili abboccamenti, è quella di perpetrare una crescita lenta ma basata su garanzie solide: non andremo mai a svendere il nostro prodotto all’estero, continuando piuttosto a puntare tutto sulla consolidazione del brand in Italia”.

Già, l’Italia. La vera America, sino ad ora, di Valtidone. La cantina piacentina è presente in maniera “forte” in sole tre regioni (e mezzo) del Bel Paese: Lombardia, Piemonte, Liguria e metà Emilia Romagna. “Bologna è già estero per noi”, ammette Fontana. Ma l’obiettivo è crescere anche fuori da questi territori. Sfruttando proprio i tanto bistrattati supermercati.

“Grazie alla Grande distribuzione – precisa il direttore commerciale Fontana – ci stiamo facendo conoscere in altre zone. Siamo per esempio sbarcati in Sardegna, mercato ostico per qualsiasi cantina, con Conad del Tirreno”. Ma l’esempio più clamoroso è quello della rossista Valtellina.

In un anno, il nostro agente di zona ha venduto appena 500 euro all’Horeca. Iperal, insegna locale della distribuzione organizzata, ha scontrinato 170 mila bottiglie nel 2018. E’ la prova che il potenziale dei nostri vini c’è. E la Gdo non può che essere una leva per sfondare in nuovi mercati, checché ne dicano i produttori con la puzza sotto il naso”.

Un approccio sincero e realistico, che si riversa tutto nel calice dei vini di Cantina Valtidone. Del resto, Mauro Fontana è un cercatore di funghi provetto. Uno abituato a sporcarsi le mani tra le le foglie d’autunno. Uno “con la camicia”, ma coi piedi per terra. Un po’ come potrebbero essere dipinti, idealmente, i vini di Cantina Valtidone.

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